"Prima di fondare Alibaba, ho invitato 24 amici a casa mia per discutere le opportunità di business. Dopo aver parlato per più di due ore, erano ancora confusi — devo riconoscere di non essere stato molto chiaro. Alla fine 23 delle 24 persone nella stanza mi hanno detto che non se la sentivano, per una serie di motivi del tipo non ne sappiamo nulla di Internet oppure non abbiamo un capitale iniziale per questo progetto.

Solo un amico mi ha detto: Se vuoi farlo, prova e basta. Se le cose non vanno come ti aspetti, puoi sempre tornare a fare quello che facevi prima.

Ho riflettuto su questo per una notte e la mattina dopo ho deciso di dare ascolto a quell'amico invece che alle altre 23 persone che erano contrarie. Non importa ciò che si fa. A prescindere dal fallimento o del successo, l'esperienza è una forma di successo in sé. Devi continuare a provare e — se non funziona — puoi sempre tornare a fare quello che stavi facendo prima.

Se siete poveri è perché non avete ambizioni.

L'ambizione sta nel vivere una vita di grandi ideali, un magnifico obiettivo che si deve realizzare. In questo mondo ci sono cose che sono ritenute insondabili ma non c'è nulla che non può essere fatto. La profondità della propria ambizione determina il potenziale del proprio futuro."

Jack Ma, fondatore di Alibaba e uomo più ricco della Cina
Jack Ma, fondatore di Alibaba e uomo più ricco della Cina

Madre Natura non gli avrà dato certo il dono della bellezza (non farti ingannare dalla foto, è venuto particolarmente bene) ma non c'è dubbio che questo piccolo uomo cinese ha fatto fruttare tutte le sue doti nascoste.

Alibaba.com — il colosso e-commerce cinese che nel 2013 ha fatturato 248 miliardi di dollari, ovvero più di Amazon e Ebay messi insieme — si è quotata in borsa a Wall Street raccogliendo 21,77 miliardi di dollari divenendo la maggiore IPO della storia americana e — includendo il possibile esercizio delle opzioni — la maggiore IPO della storia mondiale.

Numeri da capogiro che danno l'idea delle dimensioni mastodontiche di ciò che ha creato ma che non voglio approfondire ulteriormente, anche perché è un campo che non conosco bene e rischierei di fare delle brutte figure.

Quello che mi interessa e che mi incuriosisce è questo personaggio che fino a poco tempo fa era un perfetto sconosciuto — almeno in occidente — e che oggi può permettersi di dare un bello schiaffo morale a tutti i non ricchi che hanno passato i 35 anni, nascondendosi dietro mille scuse per non seguire le proprie ambizioni.

Jack Ma non è un figlio di papà.

Da ragazzo — nella nativa Hangzhou — la sua passione per l'America lo aveva portato a frequentare gli hotel per stranieri, per imparare l'inglese chiacchierando coi turisti. Poi era diventato interprete, con una sua agenzia di traduzioni mandarino-inglese e successivamente insegnante.

Nel 1995 vola a Seattle dove dà prova del suo talento visionario: Internet è ancora ai suoi sviluppi iniziali perfino in America, in Cina è un "oggetto" sconosciuto eppure lui ne capisce le potenzialità, lo studia e al ritorno in patria fonda una start-up che all'inizio è poco più che un indirizzario online, tipo pagine gialle cinesi — e qui le battute si potrebbero sprecare.

Il resto è cronaca di questi giorni e i numeri sono a non so quanti zeri.

Il suo messaggio è una provocazione che fa riflettere: "A prescindere dal fallimento o del successo, l'esperienza è una forma di successo in sé. Devi continuare a provare e — se non funziona — puoi sempre tornare a fare quello che stavi facendo prima."

E se avesse ragione lui?

Se veramente la differenza tra uno come lui e uno come te (o me) fosse tutta racchiusa solamente nella volontà di provarci?


Alcune settimane fa ho avuto la fortuna di far colazione con un grande imprenditore italiano. Eravamo in un bar storico di Firenze a parlare di e-commerce — tanto per cambiare — e mi ha detto una cosa che non ho dimenticato:

"Sai Filippo, io ho capito cosa volevo fare da grande a 40 anni. Non che prima stessi a girarmi i pollici, anzi mi sono sempre sporcato le mani e ho lavorato duro ma prima dei 40 anni noi uomini pensiamo ancora solo a giocare, siamo ancora dei bambini, rispetto alle donne.

Quello in realtà anche dopo i 40...

Comunque tutto quello che fai prima ti serve per capirlo, cosa vuoi fare davvero. Non esistono insuccessi ma solo esperienze che ti insegnano qualcosa e che sono propedeutiche per farti prendere la strada giusta."


Dopo di che mi ha offerto il cappuccino, ci siamo fatti una foto e ce ne siamo andati. Ecco magari noi italiani saremo anche un po' "bamboccioni" ma alla fine non ci insegna nulla nessuno. Magari a 35 anni non siamo ancora ricchi e ci meritiamo di non esserlo ma forse abbiamo solo bisogno di più tempo, per superare i 40.

Non so te ma io ho ancora meno di 3 anni per trovare il modo di diventare ricco, quindi è bene che inizi a darmi una mossa e ti consiglio di fare lo stesso.

Non che mi lamenti, per carità, ho tutto quello che mi serve per essere felice, però non vorrei che alla fine Jack Ma mi s'incazzi per davvero.

- Filippo Conforti
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N.020·16 ottobre 2014· 9 min· 6

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